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Nella giornata dedicata alle donne vittime di violenza, la testimonianza di un’allieva. 

La definizione letterale di violenza è “un atto o comportamento che faccia uso della forza fisica per recare danno ad altri nella persona o nei beni o diritti”. Ma ci sono tante cose dietro a questa frase. Un mondo di cose.

Le donne  da sempre sono considerate inferiori, deboli ed eccessivamente sensibili. Non sono qua a scrivere che le donne sono lelemento più forte in natura, ma nemmeno gli uomini lo sono. Lessere umano è debole per natura, complesso nellesistenza ma fragile come il cristallo. Sia fisicamente che emozionalmente. Siamo schiavi delle nostre paure ed emozioni, delle circostanze e del nostro corpo. 

Ma torniamo alla violenza: che sia sbagliata non c’è bisogno di sottolinearlo ma allora perché esiste? A che serve? 

Noi ci comportiamo tutti in modo violento: quotidianamente quando urliamo in mezzo al traffico i peggiori turpiloqui, quando pensiamo male di qualcuno o quando indirettamente lediamo la felicità di altri. Ma gli uomini perché son sempre più violenti? Agiscono per gelosia, pazzia o per semplice paura? Io non ve lo saprei dire ma vi posso dire come si sente una donna vittima di violenza fisica, psicologica e soprusi vari. Lo so perché sono una di queste donne. 

La violenza ti logora: quando i lividi vanno via, dentro rimane un vuoto, e non si sente più il peso del corpo e degli organi interni ma solo il senso di colpa ed il dolore. E ci si chiede: cosa ho fatto per meritarmelo? Forse potevo evitare di dire o fare quelle cose no?

No! Lessere umano non merita questo, uomo o donna che sia. Ma è difficile uscire da quel tunnel di senso di colpa e dubbi. Non so dirvi come sia dopo il tunnel ma so dirvi che entrarci è facile. Efacile come normalizzare le piccole cose, quelle cose che non vanno bene ma alla fine sono normali perché sono di uso comune. 

La sofferenza a volte può nascondersi, ma  poi riemerge e intanto dove va? Sembra che vada lontano e che stia per scomparire ma poi torna indietro e fa più male che mai, ti mangia e ti illude di  non potersene mai liberare e probabilmente è così. Non la si può eliminare ma si può solo controllarla, metabolizzarla e riconoscerla. 

I grandi” dicono che le lezioni servono a non commettere lo stesso errore e questo è  sicuramente il caso. La mente inizia a riconoscere il pericolo, come con la varicella per intenderci, ma perché non lo fa prima? Non ne ho idea!

Certo, rispetto ad anni fa le donne sono molto più tutelate ma non si può dire che siamo realmente protette. Io, per esempio, mi sono ritrovata sola, senza nessuno che mi aiutasse concretamente o che mi tendesse una mano. 

Probabilmente la mia è solo una delle tante esperienze, leccezione che non fa testo ma che ha causato ciò che di peggio possa succedere ad una persona: il dolore. 

Sì, c’è la giornata dedicata alle vittime. 1 giorno su 365. Uno solo. Ma nel resto dellanno per noi cambia qualcosa?

 

Y.

Carlo Levi

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    Aggiunto in data: 25 Novembre 2022 20:02 Aggiunto da: Redazione4 Dimensione del file: 298 KB
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Redazione4

Daniela Cappa Pina Grimaldi Alisa Matizen

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